Italica

Personalità multiple

19 01 2005 - 04:57 · Flavio Grassi

16 gennaio:

Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. La sinistra viene dal comunismo, sono gli stessi uomini e hanno lo stesso modo di fare politica, fondato sulla criminalizzazione dell’avversario. Non sono affatto cambiati.

18 gennaio:

C’e’ stata una colossale calunnia e una capacita’ di menzogna assoluta da parte di chi ha voluto far passare quella mia frase come riferita alla situazione attuale dell’Italia.

Sorge, angosciosa e inevitabile, la domanda: quanti e quali terribili drammi hanno devastato il piccolo Silvio?

Passaparola |  Commenti [6] 

Italica

Cultura di destra

16 01 2005 - 03:26 · Flavio Grassi

Fede, lealtà, integrità, responsabilità personale. C’era una volta. Oggi c’è il ministro grappabocchino che fa l’alpinista in elicottero e poi allucina la Grande Impresa. E poi c’è quest’altro, luminare del copiaincolla: Giuseppe Consolo, senatore della repubblica, che diventa docente universitario saccheggiando i testi altrui. Fulgidi esempi che forgiano il carattere di una nazione. Di veline.

la Repubblica

Passaparola |  Commenti [4] 

Scenari (im)possibili

Il coraggio di guardare oltre il mare

13 01 2005 - 10:03 · Flavio Grassi

Tahar Ben Jelloun:

I magrebini seguono con particolare interesse i dibattiti in corso sulla questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea.
...
Il Maghreb si pone in questa problematica come se dovesse essere la tappa successiva: dopo la Turchia il Maghreb, semplicemente perché come entità ha una memoria comune, a volte dolorosa, con almeno tre paesi europei che sono la Francia, la Spagna e l’Italia.
...
Mentre i paesi arabi hanno fallito nel progetto di unirsi e costituirsi in un’entità forte, l’Europa potrà utilizzare quel fallimento per integrare al suo interno quelli, tra questi paesi, con cui ha avuto legami nel passato. Un magrebino si riconosce maggiori affinità con un francese o con un italiano che con un abitante dei paesi del Golfo.
...
Di qui a volgere lo sguardo verso un’altra regione che soffre da mezzo secolo non c’è che un passo che bisognerà pur fare: forzando appena la storia e la geografia, l’Europa potrà, integrando Israele e la Palestina, regolare uno dei conflitti più sanguinosi e più lunghi degli ultimi decenni e soffiare il posto alla potenza americana che decide del destino di quei popoli.

La Repubblica

Passaparola |  Commenti [1] 

Iraq

Le armi? Quali armi?

13 01 2005 - 05:28 · Flavio Grassi

Poco prima di Natale, in punta di piedi, approfittando della distrazione prefestiva, il governo americano ha chiuso la ricerca delle famose armi di distruzione di massa che due anni fa erano invocate a gran voce come un pericolo tanto immediato da richiedere l’immediata invasione dell’Iraq.

Non c’era niente. Aveva ragione l’Onu. Aveva ragione Hans Blix. Avevano ragione gli scienziati iracheni tenuti in prigione senza accuse specifiche per constringerli a «confessare». Dopo la guerra del 1991 l’Iraq non aveva più avuto alcun programma di sviluppo di armi di sterminio.

La Storia lo ricorderà sì Bush. Come uno dei più grandi bugiardi dell’Occidente.

Washington Post

Passaparola |  Commenti  

America

Vietato vietare. La tortura

13 01 2005 - 04:12 · Flavio Grassi

Il mese scorso il Congresso degli Stati Uniti stava per approvare, nel quadro della riforma dei servizi di sicurezza, una norma che avrebbe esplicitamente proibito agli agenti della Cia l’uso della tortura e di tecniche di interrogatorio degradanti.

È subito intervenuta la Casa Bianca per dire che non si può fare. Condoleeza Rice, preoccupatissima, ha scritto che una simile norma:

fornisce ai prigionieri stranieri protezioni legali alle quali oggi non hanno diritto secondo le leggi e la prassi comune.

Il Congresso ha obbedito e di quegli articoli non c’è più traccia.

New York Times

Passaparola |  Commenti [1] 

Italica

Cicchetto augurale

12 01 2005 - 12:21 · Flavio Grassi

C’è sempre un senso nelle azioni dei politici, anche nel caso delle comparsate come quella di Gianni Alemanno sul Bernina.

Questa è uscita il 10 gennaio:

...nella riorganizzazione interna del partito, che il triumvirato dei colonnelli (con La russa anche Matteoli e Alemanno) si appresta a compiere nei prossimi giorni, con cambiamenti nella struttura e nei dipartimenti, il nord avrà uno spazio molto maggiore rispetto a prima.

«L’Italia avrà il suo grande posto al sole!» diceva Lui. Con l’effetto serra e tutto il resto il sole non è più così desiderabile come una volta, perciò oggi i colonnelli di AN preferiscono guadagnarsi un posticino all’ombra della rosa camuna.

Chissà: forse l’impresa di Alemanno che parte alla conquista del Nord volando sul Bernina nasce da un ricordo adolescenziale. Si sarà ricordato del Mike Bongiorno postcaroselliano che si faceva depositare sul cervino da un elicottero per portare «Sempre più in alto!» la pubblicità di una grappa.

Soprattutto Alemanno si sarà ricordato della grappa che veniva così arditamente reclamizzata. Non una grappa qualsiasi: si trattava niente meno che della grappa Bocchino Sigillo Nero.

Ah, che meraviglioso augurio: «Sigillo Nero.» Sulla cima più alta della Lombardia.

Passaparola |  Commenti  

Italica

Sui monti e sul mar

9 01 2005 - 10:23 · Flavio Grassi

Io non so se rotolarmi sul pavimento per le risate o cominciare a valutare seriamente la possibilità di parlare di «regime». Un regime grottesco come si conviene a una repubblica delle veline ma pur sempre regime.

Leggete con cura e fate attenzione al linguaggio. Giuro che questo è il testo integrale di un comunicato stampa autentico datato 8/1/2005, non un mio divertissement vacanziero.

Il ministro Gianni Alemanno conquista la vetta del Bernina

Con un’impresa che ne conferma le doti di alpinista, di cui ha dato prova anche durante la recente spedizione italiana al K2, il ministro Gianni Alemanno ha scalato nella giornata di oggi la vetta italiana del Bernina. I 4.021 metri della cima più alta delle Alpi Centrali, a cavallo fra Engadina e Valtellina, sono stati conquistati alle 11.30 del mattino, dopo due ore di ascensione, partendo dal rifugio Marco e Rosa, precedentemente raggiunto in elicottero. Ad accompagnarlo tre amici guide: Marco Forcatura, Michele Comi e Daniele Bernasconi.

Il ministro si trova in questi giorni in visita privata in Alta Valtellina, dove, accompagnato dal presidente del Parco dello Stelvio, Ferruccio Tomasi, e dal colonnello dei carabinieri di Sondrio, Francesco Capone, ha sciato sulle piste di Bormio, Livigno e Santa Caterina Valfurva. Approfittando delle favorevoli condizioni atmosferiche e della poca neve presente in quota, Alemanno ha deciso ieri di tentare la salita alla cima più alta.

Alle 8.45 di questa mattina un elicottero di Eliwork lo ha depositato ai 3.597 metri del rifugio Marco e Rosa, la storica capanna del versante italiano costruita nel 1913 e completamente rinnovata l’anno scorso grazie ai contributi della Regione Lombardia, del Credito Valtellinese e dell’imprenditore siderurgico Roberto Rocca.

Partiti alle 9.30 dalla Marco e Rosa, gli scalatori hanno raggiunto le vetta due ore dopo, superando un ripido pendio ghiacciato, un canalino e una parete di roccia. «È uno spettacolo straordinario», ha dichiarato il ministro appena giunto sulla cima. «Queste montagne della Lombardia andrebbero fatte maggiormente conoscere, perché sono di una grandiosità che può rivaleggiare con il Monte Bianco».

Le temperature non rigide di questi giorni hanno consentito agli alpinisti di soffermarsi sulla vetta per ammirare il panorama, anche se il vento aveva portato la colonnina di mercurio molti gradi sotto lo zero.

In discesa, dopo una calata in corda doppia, Alemanno e le sue guide hanno raggiunto il pendio di ghiaccio e quindi la Marco e Rosa. Qui sono stati prelevati dall’elicottero pilotato da Giampietro Petrelli, che ha ricondotto il ministro in Alta Valtellina, giusto in tempo per intervenire alla premiazione delle vincitrici dello Slalom Gigante di Coppa del Mondo di Santa Caterina Valfurva.

«Bisogna fare di più per la montagna», ha commentato Alemanno. «Dobbiamo rafforzare la legge quadro in discussione in Parlamento. È il solo modo per ripagare la montagna delle straordinarie risorse che ci offre. Mi auguro che i Mondiali di sci di Bormio 2005 possano contribuire a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul mondo delle vette».

(grazie a Laura)

###
Aggiornamento 12/1
Comunicazione di servizio per tutti quelli che mi stanno scrivendo mettendo in dubbio l’autenticità del comunicato.

Come ho scritto qua sopra e ribadito a qualcuno fra i primi: il fatto e il testo sono autentici. Io ho tutti i riferimenti e ho cercato personalmente i riscontri, ma non posso certo pubblicare i numeri di cellulare degli addetti stampa.

È vero: tutta in blocco la stampa italiana ha caritatevolmente ignorato il comunicato. Ma questo non fa altro che parlare delle condizioni pietose dell’informazione, compresa quella presuntivamente di opposizione: a volte censurare è molto più benevolo che dare pubblicità.

Solo ADN Kronos ha rilanciato la notizia in un flash di 3 righe. Con un seguito pochi minuti più tardi: al desk non hanno resistito alla tentazione di dare risalto a una delle perle più divertenti e hanno lanciato un aggiornamento che riporta solo una frase testuale del comunicato. Senza commenti perché non ce n’è bisogno. Confrontate, se volete, da lì anche i più scettici si arrenderanno all’evidenza che ADN Kronos aveva in mano il mio stesso testo: certe cose non si possono replicare per caso.

Passaparola |  Commenti [14] 

Giornalismo e comunicazione

Aboliamo le vacanze

3 01 2005 - 04:59 · Flavio Grassi

Michele Serra, che mi fa arrabbiare abbastanza spesso, oggi mi dà modo di cominciare l’anno (auguri a tutti) con un argomento sul quale nei giorni scorsi ho bisticciato con persone che stimo: l’opportunità o meno di partire per vacanze alle Maldive in questi giorni. Il suo In vacanza con l’orrore è un buon riassunto di molte delle idiozie sul turismo che purtroppo sono diffuse nella sinistra.

Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché sarebbe immorale prendere il sole sulle spiagge dell’oceano Indiano dopo lo tsunami e non, per dire, sciare in Engadina dopo una frana in Campania. Perché è di questo che stiamo parlando. La chiusa dell’articolo:

...chi di noi sarebbe felice di vedersi fotografare o filmare mentre beve una bibita in bermuda, mentre alle sue spalle si cercano i morti nel fango?

è una solenne castroneria. Nessuno sta andando in vacanza dove alle sue spalle si cercano i morti nel fango. Quelli che stanno partendo vanno su atolli appena sfiorati dall’onda, a migliaia di chilometri dai luoghi dove si cercano i morti nel fango.

E allora, che si fa: niente più vacanze a Jesolo quando affonda una nave di clandestini al largo di Lampedusa? O forse: proprio niente più vacanze?

la Repubblica

Passaparola |  Commenti [14] 

Giornalismo e comunicazione

Foto in libertà

16 12 2004 - 11:05 · Flavio Grassi

BaldoniCosa pensate voi se aprendo la posta trovate una mail con questa foto?

E se poi a sinistra della foto leggete un titolo che dice Moratti: «Fate il presepe», cosa pensate?

Io ho avuto un momento di disorientamento temporale.

È solo il solito vizio dei giornali italiani di usare le immagini a caso, ma pubblicare una foto di Baldoni con una didascalia come: «Sopra, la foto del sequestro di Lorenzo Baldoni» per strillare la notizia dell’uccisione di Salvatore Santoro, il cui nome non compare da nessuna parte sulla prima—secondo me questo è un po’ peggio della sciatteria media.

Grazie a Nietzsche

Passaparola |  Commenti [4] 

Iraq

Guarda chi si rivede

10 12 2004 - 07:45 · Flavio Grassi

Cosa vi dicevo io già sei mesi fa? Tutto il polverone mediatico sulla presunta «caduta in disgrazia» di Ahmed Chalabi non era che un gioco delle parti con lo scopo di rifargli una verginità antiamericana e lanciarlo per le elezioni di gennaio.

Newsweek

Passaparola |  Commenti [2] 

Giornalismo e comunicazione

Complimenti per la domanda

10 12 2004 - 05:12 · Flavio Grassi

Oggi tutti i giornali americani riportano la storia del giornalista che ha suggerito al soldato in Kuwait la domanda da fare a Rumsfeld. E (ma non c’è mica bisogno di dirlo, vero?) i soliti blogger si affrettano a saltare sullo «scoop» del solito Matt Drudge per spostare l’attenzione dalla sostanza del problema.

Il punto però, e su questo sono concordi tutti tranne i più faziosi (quelli secondo i quali è giusto che i soldati vadano a lasciarsi ammazzare senza fare troppe storie), è che un giornalista embedded che vive insieme al reggimento (e affronta la guerra sugli stessi mezzi non corazzati) ha tutti i diritti del mondo di suggerire a un soldato «Senti, ma perché non gli chiedi della mancanza di corazze sugli humvee?».

E resta il fatto che il problema esiste ed è sentitissimo. Tutti i soldati presenti hanno applaudito la domanda: ce l’avevano nel gozzo e se un giornalista li ha aiutati a farla uscire, bravo giornalista.

Poi magari Lee Pitts invece di vantarsi con un collega poteva scriverlo nel pezzo che aveva suggerito lui la domanda. E il collega avrebbe proprio fatto meglio a ricordarglielo invece di passare un messaggio privato alla più grossa pattumiera informativa della rete. Ma questo è un altro discorso.

Editor & Publisher, Washington Post, New York Post, New York Times, Repubblica, et al.

Passaparola |  Commenti [3] 

In partenza

28 11 2004 - 06:59 · Flavio Grassi

Per i prossimi 8 giorni sarò lontano dal computer. Arrivederci dopo il 7 dicembre.

Passaparola |  Commenti [1] 

Ucraina

Vogliamo essere europei

27 11 2004 - 04:09 · Flavio Grassi

Questo è quello che mi ha scritto ieri sera tardi la mia amica di Kiev:

La situazione qui è molto difficile al momento, ma non siamo in un vicolo cieco. Crediamo nella nostra vittoria. Molte persone sono venute a Kiev da diverse parti dell’Ucraina e si sono raccolte nella piazza principale della città per sostenere Yushchenko. Non si tratta di soldi come dicono i giornali russi (che scrivono solo quello che vuole Putin) e i giornali ucraini corrotti (che scrivono solo quello che vogliono i nostri oligarchi: Akhmetov, Pinchuk, Mevedchuk e Yanukovich). La gente si raduna qui per un ideale. Come ti ho già scritto, qui non ne possiamo più di bugie e di corruzione. Vogliamo essere europei. Vogliamo vivere senza intimidazioni.

Se tu potessi vedere l’Ucraina, e specialmente Kiev ora! C’è arancione dovunque, non ho mai visto simili manifestazioni di solidarietà. Moltissime persone non vanno a lavorare, stiamo tutto il tempo in piazza perché ci sentiamo così vicini alla vittoria che non riusciamo a pensare ad altro. Anche io sono lì insieme ai miei amici tutti i pomeriggi e la notte. Non dormiamo, ma che importa. Non è di dormire che abbiamo bisogno oggi.

C’è stato uno sbarramento sull’informazione, un solo canale televisivo ha trasmesso notizie corrette ma non appartiene alla televisione nazionale e non è visibile in tutta l’Ucraina. Tutti gli altri mandavano in onda le veline del regime [loro li chiamano «fogli neri», ndr]. Non sono mai stata così felice di lavorare per una rivista che non ha niente a che fare con la politica: conosco colleghi che sono costretti a dire il contrario di quello che pensano, e si sentono in colpa ma non possono farci niente. Ieri altri due canali hanno promesso di cominciare a trasmettere notizie oneste, speriamo che sia vero che che tutti possano conoscere la situazione reale, perché finora c’erano solo bugie.

E sai la cosa migliore è che stiamo facendo una rivoluzione senza sangue, senza lacrime, senza violenza. Come puoi vedere dalle foto è una grande festa. Alla polizia e ai soldati regaliamo fiori, arance, sorrisi e canzoni (mi fa male la gola dal cantare). Loro sono obbligati ad ascoltare gli ordini del governo criminale che sta vivendo i suoi ultimi giorni, ma noi sappiamo che stanno dalla nostra parte e non ci spareranno mai.

Purtroppo c’è anche qualche provocatore. Gente di Yanukovich che finge di essere «arancio» e incita alla violenza.

Spero che da voi siano arrivate le notizie su come sono andate le elezioni. È stata una colossale truffa. Moltissimi sono stati obbligati a votare per quel delinquente di Yanukovich con la minaccia del licenziamento. E in più ci sono poi stati brogli nei conteggi.

Siamo tutti quanti emozionatissimi, sentiamo che questa è la nostra ultima vera possibilità di avere un paese governato dalla legge. Insomma: andrà tutto bene.

Speriamo.

Mi ha mandato anche mandato un mp3 di una delle canzoni che cantano in piazza: Razom-nas bagato, più o meno «Siamo uniti e nessuno ci sconfiggerà».

Passaparola |  Commenti [10] 

Ucraina

In Ucraina ci credono

26 11 2004 - 13:57 · Flavio Grassi

Ho chiesto notizie sulla situazione di Kiev a una mia amica ucraina, una giovane e brava giornalista. Mi ha risposto così:

I believe in our victory! We are fed up with corruption in this country.

E mi ha mandato una serie di belle foto che documentano lo spirito delle manifestazioni. Dategli un’occhiata, ne vale la pena.

Passaparola |  Commenti  

Venezuela

Chi è il più bugiardo del reame?

24 11 2004 - 10:24 · Flavio Grassi

Non che ci fossero molti dubbi, ma ora è ufficiale: nel 2002 la Cia sapeva che in Venezuela si stava preparando un colpo di stato contro Chavez e ne informò l’amministrazione Bush. Ma la Casa Bianca si guardò bene dal passare l’informazione al presidente venezuelano. E appena un giorno dopo il tentato golpe negò di averne mai saputo alcunché.

Los Angeles Times

Passaparola |  Commenti [14] 

Italica

Rubare la scena

24 11 2004 - 04:33 · Flavio Grassi

C’è del metodo nelle pazziate del pianista di Arcore. Nei giorni scorsi Gianfranco Fini era a Sharm el-Sheikh per la conferenza internazionale sull’Iraq. La prima uscita del nuovo ministro degli Esteri, e oltretutto in un’occasione che—meritatamente o meno—era molto attesa. Le aperture dei telegiornali sarebbero dovute essere tutte per lui. Che sta diventando un po’ troppo ambizioso. Così il Nostro spariglia le carte, minaccia di mandarsi a casa da solo, incarica Giuliano Ferrara di pubblicargli una postilla al contratto vespiano. E l’Italia non parla d’altro. Fini deve accontentarsi delle pagine interne. Non sa cosa voglia dire governare, ma nel tenere l’occhio di bue puntato su di sé—in quello è bravissimo.

Passaparola |  Commenti [2] 

Antiscienza

Un disegno poco intelligente ma chiaro

23 11 2004 - 06:13 · Flavio Grassi

DOVER, Pennsylvania – Nel più audace colpo contro l’insegnamento dell’evoluzione in più di un decennio, la commissione scolastica di questa minuscola cittadina rurale ha rovesciato i suoi libri di testo contro praticamente l’intera comunità scientifica – e illustra perfettamente il senso delle ultime elezioni.

Per la prima volta una commissione scolastica ha reso obbligatoria l’offerta della dottrina dell’intelligent design come alternativa all’evoluzione. L’intelligent design è la variante più raffinata del creazionismo. I suoi cultori non pretendono di spiegare la creazione del mondo con l’interpretazione letterale della Genesi. Usano le parole della scienza per creare uno spazio vuoto dove è facile scrivere «Dio», anche se loro si guardano bene dal pronunciare la parola.

E soprattutto si concentrano sulla demolizione di Darwin. Anche qui giocando con le parole: «l’evoluzione è una teoria» è il loro slogan preferito, quindi non un fatto certo. Ergo altre «teorie» come appunto l’intelligent design hanno la medesima dignità.

Giochi di parole. Nella scienza tutto è una teoria. Anche la gravità, anche la rivoluzione dei pianeti, anche il principio di conservazione dell’energia. Ma dire che una dottrina nata dalla fede religiosa come l’intelligent design debba essere messa sullo stesso piano dell’evoluzione equivale a dire che nelle lezioni di chimica bisognerebbe proporre la dottrina del flogisto in alternativa alla «teoria» di Lavoisier; o che nelle lezioni di astronomia bisognerebbe offrire l’insegnamento dell’universo tolemaico come alternativa al modello copernicano: il quale, si sa, era ben lontano dall’essere perfetto. Come quello di Darwin. Solo che seguendo Copernico si va su Marte, seguendo Tolomeo si torna ai ciuchi.

Il National Geographic ha sentito il bisogno di entrare nella discussione per spiegare che Darwin non aveva torto. Ma è probabile che quelli che leggono il National Geographic lo sappiano già. Il problema sono gli altri, quelli che ora si sentono più forti e hanno voglia di rivalsa contro gli «intellettuali atei» che vanno in giro a dire che discendiamo dalle scimmie.

Christian Science Monitor

Passaparola |  Commenti [9] 

Viaggi

Compresenze

22 11 2004 - 12:16 · Flavio Grassi

L’incontro casuale di un cavo a fibra ottica con un bufalo dalle corna decorate davanti a una gioielleria: è Bangalore.

ViaggiMagazine.it

Passaparola |  Commenti  

America

Io sono un Americano. Blu

20 11 2004 - 04:50 · Flavio Grassi

Rosso e blu sono quindi più mescolati di quanto indichi la famosa mappa.
[...]
Detto questo, resta il fatto che l’America è oggi uno dei paesi più profondamente divisi fra tutte le democrazie liberali del mondo.
[...]
Ma c’è una consolazione. La dicotomia fra l’America rossa e quella blu, per quanto esagerata, significa che nessuno, se ben informato, può identificare l’America di Bush con l’America. Se l’occidente è diviso, lo spartiacque corre nel bel mezzo dell’America.
[...]
Bisogna che le mani si stringano al di là del mare per una causa antica: la difesa dell’illuminismo. Siamo tutti americani blu ora.

Timothy Garton Ash su Repubblica

Passaparola |  Commenti [3] 

Antiscienza

Ringiovanire il mondo

19 11 2004 - 05:35 · Flavio Grassi

A Pensacola, Florida, c’è un parco a tema dove si spiega che, siccome la Terra esiste solo da 6000 anni come dice la Bibbia, l’umanità ha provato l’emozione di coesistere con i dinosauri. E il Grand Canyon è si è formato da un giorno all’altro 4500 anni fa in seguito al diluvio universale.

Da sorridere, se non fosse che le medesime baggianate creazioniste si trovano in un libro venduto nei visitor center del Grand Canyon e di altri parchi nazionali. E che quando il sovrintendente del GC, sommerso di proteste da parte dei geologi, ha provato a rimuovere il libro dal bookstore, da Washington il National Park Service gli ha fatto sapere che non poteva farlo: quel libro sta a cuore all’amministrazione Bush.

Per completare l’effetto, il Grand Canyon National Park ha smesso di pubblicare la sua stima ufficiale sull’età del canyon (intorno ai 6 milioni di anni). E nei punti panoramici più frequentati sono comparse placche di bronzo, autorizzate direttamente da Washington, con incisi versetti dei Salmi.

I fondamentalisti cristiani fumano roba buona, ma sanno farsi ascoltare.

Time

Passaparola |  Commenti [7] 

Africa

Ne uccide più la parola

16 11 2004 - 06:37 · Flavio Grassi

Ieri l’Onu ha deciso di imporre sanzioni alla Costa d’Avorio. Ma sia il presidente e i suoi sostenitori sia i ribelli continuano a prepararsi per riprendere a combattere. Domenica sera Gbagbo ha ordinato di tagliare forniture di elettricità e acqua a tutto il nord occupato dai ribelli. L’aveva già fatto il 4 novembre, prima dell’attacco che ha scatenato la crisi.

Intanto proseguono i proclami radiofonici di Charles Ble Goude. È il capopopolo alla testa del movimento dei «Giovani patrioti» che appoggiano il governo. È lui, «le General» che parlando alla radio ha incitato i suoi seguaci a scendere in strada per attaccare francesi e altri bianchi.

Come in altre brutte storie africane, i machete arrivano dopo l’uso spregiudicato dei media. Ci sono i giornali, usati come spudorati bollettini di regime, ma è la radio con la sua immediatezza e capacità di diffondere messaggi caricati delle emozioni più violente a fare i danni peggiori.

Reuters, Los Angeles Times, AllAfrica

Passaparola |  Commenti [5] 

America

Tuttifalchi?

15 11 2004 - 14:18 · Flavio Grassi

Non che ci siano molti motivi per rimpiangere colui che inondò l’Onu di bugie per cercare di dimostrare l’indimostrabile. Però resta che Powell era l’unico dell’amministrazione Bush a pensare che valesse la pena di cercare in qualche modo l’approvazione internazionale. Adesso chi mettono al suo posto? Tira una brutta aria.

Passaparola |  Commenti [2] 

Giornalismo e comunicazione

Certezze

15 11 2004 - 03:18 · Flavio Grassi

Io non so di che cosa parlerà l’allegato del «Sole 24 ore» di lunedì prossimo. Ma sono abbastanza sicuro che domenica il TG2 delle 20.30 gli dedicherà un servizio promozionale. Come ha fatto ieri sera; e domenica scorsa; e quella prima. Come tutte le domeniche da non so quanti mesi a questa parte.

Passaparola |  Commenti  

Giornalismo e comunicazione

Bricolage semantico

14 11 2004 - 12:56 · Flavio Grassi

Con qualche sforbiciata «Il trionfo della destra religiosa» (titolo dell’Economist) diventa «Non sono solo i voti degli evangelici che hanno fatto vincere Bush» (titolo del Foglio). Non parendogli abbastanza, Camillo rilancia cambiando il titolo del suo giornale: per lui diventa «Il mito del fondamentalismo religiosi americano».

Se scorrete il testo della traduzione trovate alcune elisioni sospette. Ecco il primo fra i tagli più vistosi:

Questo stretto collegamento fra il partito e gli evangelici è avanzato diventando un abbraccio durante la campagna elettorale. Il capo dei consiglieri politici e segretario della campagna di Bush ha tenuto conversazioni telefoniche settimanali con cristiani evangelici di spicco come Jim Dobson, capo di Focus on the Family, e il reverendo Richard Land della Southern Baptist Convention. Ralph Reed, già direttore esecutivo della Christian Coalition, è diventato il coordinatore elettorale per il sud-est: una mossa rappresentativa dell’integrazione degli elettori evangelici nel partito.

Finora i protestanti evangelici erano stati cercati dai repubblicani. Questa volta sono stati loro a prendere l’iniziativa, raccogliendo e distribuendo cartoline di registrazione elettorale e raccogliendo le firme necessarie per i referendum contro i matrimoni gay. Stando a quanto raccontano gli organizzatori delle chiese, il partito repubblicano si è dovuto affannare per stare al passo.

La campagna elettorale ha rivelato anche quanto il movimento evangelico sia decentrato. Ci sono figure rispettate, naturalmente, come Dobson, e ci sono profeti autoproclamati come Pat Robertson. Ma non occupano posizioni istituzionali e hanno solo una limitata autorità morale. Il coinvolgimento evangelico nella politica è stato in gran parte il prodotto di organizzazioni di base e di iniziative dal basso verso l’alto. Come vedremo, questo potrebbe avere qualche conseguenza su quanto del loro ordine del giorno sarà adottato in pratica.

E il secondo:

Leader religiosi autoproclamati si stanno già mettendo in coda per esigere i crediti della vittoria elettorale e per pretendere un maggior peso nel governo. Parlando sulla Abc nel corso del programma «This Week», Dobson ha detto: «Questo presidente ha due anni, o più in generale il partito repubblicano ha due anni per adottare queste politiche, al massimo quattro, o credo che pagheranno un prezzo alle prossime elezioni».

Non c’è penuria di politici che condividano le opinioni più estreme della destra cristiana e sui quali si possa contare per sostenere i leader religiosi fino all’estremo. Tom Coburn, il nuovo senatore dell’Oklahoma, non si è limitato a chiedere che venga proibito l’aborto: invoca la pena di morte per i medici che contravvengano al divieto. Un altro nuovo senatore, John Thune del South Dakota, è un creazionista. Un altro ancora, Jim DeMint del South Carolina, ha detto che le madri single non dovrebbero insegnare nelle scuole. Gli evangelici stanno già impostando cause per istituire precedenti giuridici allo scopo di garantire che i libri di testo includano il creazionismo e la condanna del matrimonio omosessuale.

A livello locale queste iniziative sono comuni da anni. Ciò che ora conta è la prospettiva nazionale degli elettori tradizionalisti di Bush. A guardarli, questi tradizionalisti pro-Bush sembrano selezionati da un casting centralizzato: conservatori in politica, rigidi nella religione, desiderosi di mescolare chiesa e stato. Stando al sondaggio di Green, nove su dieci di loro dicono che il presidente dovrebbe avere una forte fede religiosa e i due terzi ritengono inoltre che i gruppi religiosi dovrebbero fare politica.

Giudicate un po’ voi.

Economist, il Foglio, Camillo

Passaparola |  Commenti [27] 

Italica

Straparla, il pirla

12 11 2004 - 03:39 · Flavio Grassi

Grande Vittorio.

Passaparola |  Commenti [2] 

<<<<      >>>>

Cerca nel sito

Search