Nepal

Per Kathmandu la Cina è sempre piu vicina

10 02 2005 - 06:48 · Flavio Grassi

L’opposizione ci aveva provato a organizzare una manifestazione di protesta contro il colpo di stato di re Gyanendra. Era prevista per oggi. La notte scorsa la polizia ha arrestato tutti gli organizzatori e questa mattina ha portato via a uno a uno tutti quelli che si presentavano all’appuntamento in piazza.

Ieri il re aveva fatto liberare sette ex ministri messi agli arresti domiciliari subito dopo il licenziamento del governo. Ma probabilmente si trattava solo una mossa di propaganda per deviare un po’ l’attenzione dagli arresti che sarebbero seguiti e dal totale azzeramento dei diritti civili della popolazione.

India e cancellerie occidentali protestano per il golpe ma per il momento non fanno niente di concreto, mostrando che la scommessa del re era ben fondata. Anche perché, oltre alla paura dei maoisti, Gyanendra sta giocando la carta cinese. Recentemente è stato in visita di stato a Pechino. E guarda caso il governo della Repubblica popolare ha fatto sapere di considerare il licenziamento del governo una questione interna del Nepal. Così chiunque contemplasse l’idea di portare la faccenda nel Consiglio di sicurezza dell’Onu è avvertito.

Per parte sua Gyanendra ha ricambiato la cortesia mandando la polizia a chiudere gli uffici del Dalai Lama a Kathmandu e un centro di accoglienza per profughi tibetani. E i segni di avvicinamento fra Nepal e Cina si moltiplicano: dalla settimana prossima dovrebbe partire una nuova linea di autobus fra Kathmandu e la capitale del Tibet Lhasa. Si parla di accordi commerciali, di nuove strade e collegamenti ferroviari che costruirebbero i cinesi fra Tibet e Nepal.

Forse stiamo guardando la tibetizzazione del Nepal.

Reuters, Sify, India Daily

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