Viaggi

Libia last minute

18 02 2005 - 09:54 · Flavio Grassi

Non te lo aspetti che un governante arabo apra una conferenza stampa augurando «Buon san Valentino a tutti». Così quando Ammar Eltayif, Ministro del turismo della Gran Jamahria scandisce il suo augurio, per giunta in buon italiano, la gigionata ottiene il suo effetto: applauso a scena aperta. Il ministro cavalca ancora per un po’ il successo spiegando quanto sia felice di poter tenere questo incontro proprio nel giorno di san Valentino e come questo sia di buon augurio, dato che il turismo è il massimo veicolo di diffusione dell’amore universale. Insomma, più che un ministro del colonnello Gheddafi, sua eccellenza sembra un manager americano fresco di corso sulla comunicazione che non esita a buttarla sul sentimentale per ottenere la benevolenza del pubblico.

E anche quando col tono più ufficiale, parlando in arabo, entra nel merito della questione, continua a sembrare più un manager rampante che un ministro arabo. Il succo della faccenda è semplice: «Per vent’anni abbiamo puntato tutto sul petrolio, ma ora ci siamo resi conto delle enormi possibilità di sviluppo economico che ci può portare il turismo». Porte spalancate agli investimenti esteri per la costruzione di strutture turistiche, senza alcun obbligo di joint venture con capitali locali. Esenzioni fiscali per chi investe, libertà di rimpatriare i profitti e importare manager, quadri e la manodopera qualificata non ancora reperibile nel paese. Al programma non manca niente per essere davvero appetibile, anche perché gli obiettivi sono ambiziosi.

Oggi il turismo in Libia è ai primissimi passi: viaggi di nicchia per chi è disposto a spendere parecchio e poi adattarsi. Gli alberghi di tutto il paese arrivano appena a 5000 posti letto. Bene, entro il 2015 la Libia vuole arrivare a mettere sul mercato 100.000 posti letto. Dieci anni per moltiplicare per venti volte la capacità ricettiva, costruendo almeno cinque grandi «città delle vacanze» lungo la costa. Il tutto pensando ai turisti europei e in primis, ovviamente, agli italiani ma anche agli americani. L’idea sarebbe quella di promuovere la Libia come parte dei pacchetti di viaggio in Europa: in effetti, se uno vola da Parigi a Roma, dopo può anche fare un salto a Tripoli.

Insomma, nei prossimi anni sentirete parlare molto di Libia: nelle agenzie di viaggi. E se vi fa schifo mescolarvi ai turisti che sgorgano dai pullman sciabattando in braghe corte e camicia hawaiana, Leptis Magna fareste bene a visitarla presto.

Commenti

  1. Già.
    Questa è una di quelle notizie che si possono definire “buone” a denti stretti, nonché un motivo in più per sbrigarmi, ad andare. Dicono che sia davvero bella, la Libia.
    Ah: credevo che gli esperti nel gigioneggiare fossero gli egiziani, ma vedo che anchi ‘sti libici promettono bene. :)
    lia    18 02 2005 - 14:16    #

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