Africa

La rondine del Togo

26 02 2005 - 10:37 · Flavio Grassi

Una lunga striscia di terra subsahariana con una finestrella sul golfo di Guinea, abitata da cinque o forse sei milioni di persone: la mortalità da Aids rende difficile persino stimare la popolazione effettiva. Non sorprende che sia raro sentir parlare del Togo. In Togo non c’era nemmeno la politica. Fino a ieri.

Ieri invece in Togo è capitata una cosa straordinaria: è successo che l’Africa ha risolto da sola, in pochissimo tempo e senza violenza un colpo di stato istituzionale che in altri tempi sarebbe passato quasi inosservato e comunque giudicato inevitabile come le periodiche invasioni di cavallette.

Tutto è cominciato esattamente tre settimane fa. Sabato 5 febbraio il presidente Gnassingbé Eyadéma è morto per un infarto. Eyadema gestiva il paese come una proprietà privata da 38 anni. Sì, c’erano periodicamente elezioni eccetera, ma come spesso succede non si trattava che di rituali senza significato. Tant’è che appena poche ore dopo la morte del padrone, ai militari sembrò la cosa più ovvia del mondo proclamare senz’altro presidente suo figlio, Faure Gnassingbé. E siccome la Costituzione diceva alcune cose diverse, il parlamendo provvide ipso facto a cambiare la Costituzione.

Ma questa volta l’Africa ha detto no. Con una compattezza e una determinazione senza precedenti, i leader dell’Unione Africana hanno ingiunto al Togo di tenere elezioni democratiche e, per far capire agli ufficiali togolesi che non scherzavano, hanno immediatamente imposto sanzioni pesanti, compreso il divieto di espatrio ai membri del governo. Stati Uniti e Unione Europea si sono subito accodati annunciando a loro volta sanzioni.

Il Togo non è autosufficiente in niente (non ha nemmeno una centrale elettrica, per l’energia dipende completamente dal Ghana) e una reazione così decisa e unanime ha spaventato il neopresidente e l’esercito. Così ieri Gnassingbé si è dimesso ed ha annunciato che si candiderà nelle elezioni. Come previsto dalla Costituzione, l’interim sarà retto dal Capo del parlamento.

Ora, ci sono ancora molte cose che possono andare storte: garantire elezioni trasparenti in un paese che non le ha mai viste nella sua storia non è facile. Ma qualcosa si è mosso ed è significativo che sia successo proprio in Togo perché nella storia dell’Africa moderna questo piccolo paese ha una grande importanza simbolica. Nel 1960 il Togo fu il primo stato africano ad acquisire la piena indipendenza mettendo fine al protettorato francese. E appena tre anni dopo, nel 1963, fu il primo a subire un colpo di stato militare. Fra gli ex legionari ribelli c’era anche Gnassingbé Eyadéma, che conquistò definitivamente il potere quattro anni dopo.

Oggi il Togo è il primo stato africano a vedersi imporre dagli altri africani una transizione di potere decente. Magari sarebbe un po’ azzardato proclamare la primavera democratica dell’Africa. Ma una rondine è sempre meglio di niente.

AP, New York Times, Reuters, AFP

Commenti

  1. Peccato tu stia sulla Luna e non sulle pagine di un quotidiano nazionale.
    Domiziano Galia    27 02 2005 - 16:27    #

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