Asia

In Kirghizistan sale il livello dello scontro

22 03 2005 - 08:45 · Flavio Grassi

Il presidente Akayev offre una revisione dello spoglio elettorale in alcune circoscrizioni, ma pare che per l’opposizione ormai questo sia troppo poco, troppo tardi. Fino all’altro ieri esigevano negoziati nei quali fosse presente Akayev in persona, ora non gli vogliono più nemmeno parlare: «Non abbiamo niente da discutere, deve solo andarsene» ha dichiarato Roza Otunbayeva, una dei leader emergenti della ribellione.

Ieri pomeriggio i ribelli hanno occupato l’aeroporto di Osh, la seconda città del paese, e l’opposizione dichiara che tutta la città è sotto il controllo di un nuovo «Governo del popolo».

La Russia non è affatto contenta della piega che stanno prendendo le cose. L’agenzia di stampa Interfax ha diffuso un comunicato del governo di Bishkek nel quale si sostiene che la ribellione sarebbe di un colpo di stato dei narcotrafficanti. Secondo questo comunicato la situazione sarebbe sfuggita di mano all’opposizione e il sud del paese sarebbe ormai caduto nelle mani di bande criminali. Del resto subito dopo le elezioni gli osservatori della Csi, al contrario di quelli dell’Osce, avevano dichiarato che era andato tutto bene.

Da notare che sul territorio del Kirghizistan ci sono due grandi basi militari straniere: una russa e una americana.

Guardian, BBC News, Interfax, Novosti, Zaman

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