Iraq

Stato di famiglia

29 04 2005 - 11:40 · Flavio Grassi

E così è nato il nuovo governo iracheno. Votato fra bombe e attentati e nel corso di una seduta disertata per protesta da un terzo dei deputati ma ora c’è.

Per inciso: è curioso come gran parte dell’informazione metta l’accento sul voto plebiscitario, 180 voti su 185 presenti a favore del governo trascurando il dettaglio che l’assemblea è composta da 275 parlamentari che non si sono presentati perché ritengono il governo troppo etnicamente squilibrato.

Scorrendo la lista dei ministri più importanti c’è anche qualche sorpresa (se vogliamo chiamarla così). Spicca fra tutti il nome di Ahmed Chalabi, il bancarottiere condannato per truffa che ha fabbricato tutti la documentazione falsa esibita dal governo Bush quando cercava di convincere tutti dell’urgenza di correre in Iraq a sequestrare le inesistenti armi di sterminio.

Io l’anno scorso l’ho scritto diverse volte che tutta la storia della caduta in disgrazia di Chalabi puzzava di sceneggiata per rifargli una verginità pseudoantiamericana che gli permettesse di arrivare direttamente al potere vero saltando l’impopolare fase preparatoria del governo provvisorio.

Chalabi non è Primo ministro. Ma è vice e, sopratutto, si tiene stretto in mano l’interim (?) del ministero più importante di tutti: quello del petrolio, cioè dell’intero reddito nazionale.

Giusto per non fare le cose a metà, l’altro ministero chiave per controllare il flusso dei denari, quello delle finanze, è andato ad Ali Abdel-Amir Allawi. Che c’entra, dite voi. C’entra eccome, perché questo Allawi è sì cugino dell’ex Primo ministro provvisorio. Ma è anche nipote di Chalabi.

E non dimentichiamo l’altro nipote celebre di Ahmed Chalabi, Salem: l’avvocato civilista specializzato in contratti internazionali al quale è stata affidata la guida del tribunale che sta preparando il processo a Saddam Hussein.

Sto sicuramente trascurando molti altri familiari sparsi in giro per le varie posizioni di sottogoverno. Ma insomma il concetto l’avete capito.

Il petrolio non c’entrava niente con la guerra, certo che no.

Times, Guardian, ecc.

Commenti

  1. In effetti la longevita’ politica di Chalabi e’ sorprendente e a dir poco sospetta. Poco dopo le elezioni si era addirittura auto-candidato a primo ministro (suppongo puntasse ad un governo “laico” appoggiato dai kurdi, da Allawi e da un certo numero di membri della UIA a lui fedeli).

    Non so pero’ se i suoi conflitti con gli americani (specie col Dipartimento di Stato, ma anche con Bremer) siano del tutto fittizi: puo’ darsi che sia tutta una messinscena, puo’ darsi che invece gli USA si sian davvero accorti di esser stati presi in giro.
    Emanuele    29 04 2005 - 16:50    #
  2. Siccome tu hai un sospetto a vanvera, siccome Chalabi è uno del quattro vicepresidenti che non ha avuto il ministero del petrolio (solo l’interim), siccome c’ha i parenti in politica propio uguale a Cossiga e i fratelli-cugini Berlinguer (per tacer di Bianca, infiltrata in RAI), allora l’America ha messo le mani sul petrolio.

    Normale. Io, per esempio, stasera esco con Minnie. E non ho buone intenzioni.
    persino francesco    30 04 2005 - 17:44    #
  3. “Ahmad Chalabi – convicted embezzler in Jordan, suspected Iranian spy, double-crosser of America, purveyor of phony war-instigating intelligence – is the new acting Iraqi oil minister.

    Is that why we went to war, to put the oily in charge of the oil, to set the swindler who pretended to be Spartacus atop the ultimate gusher?

    Does anybody still think the path to war wasn’t greased by oil?”

    [...]

    “In Baghdad, we may wind up with a one-man Enron – never underestimate the snaky charmer. And the draconian efforts of Mr. Chalabi and other Shiites in power to purge Baathists from the government will breathe fire into the insurgency.

    Mr. Bush wanted Iraq to have a democracy like ours. It’s on its way, nearing an ethics-free zone where a corrupt official can hold sway and a theocracy can curb women’s rights.”

    [...]

    “The other bad news: If Dr. Jaafari falls, Ahmad Chalabi will be there to pick up the pieces.”

    http://www.nytimes.com/2005/04/30/opinion/30dowd.html?th=&emc=th&pagewanted=print&position=&oref=login
    (via paferrobyday, http://www.bugmenot.com/ per le credenziali)
    Antonio    30 04 2005 - 18:26    #
  4. “Does anybody still think the path to war wasn’t greased by oil?””

    A quanto pare , si.
    C’è ancora qualcuno che lo pensa.
    Maria Josè    2 05 2005 - 09:37    #

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