Giornalismo e comunicazione

Rapine di costume

29 04 2003 - 18:44 · Flavio Grassi

Nella categoria Lifestyle di Yahoo News/Reuters mi sono ritrovato a leggere questo articolo sull’impressionante aumento di rapine a mano armata a New York.

Le rapine ruspanti, quelle con un balordo da solo che entra in banca, fa sbucare dall’impermeabile un sacchetto di carta a forma di pistola e passa al cassiere un foglietto con scritto “fuori la grana”. In un anno sono triplicate, ormai ce ne sono tre o quattro ogni giorno.

Beh, in fondo ha ragione la Reuters: a questi livelli non è più cronaca, è un fenomeno di costume.

Eclectica

Leggende viventi

29 04 2003 - 16:25 · Flavio Grassi

Quella degli alligatori nelle fogne di New York è una più antiche e robuste fra le leggende metropolitane. Anche perché qualche volta, a New York, un alligatore vivo lo si vede davvero.

E a proposito di animali: una cagnetta di invidiabile resilienza sta per tornare a casa dopo essere stata investita da un’automobile, colpita dalla revolverata pietosa di un poliziotto a cui sembrava che stesse soffrendo troppo, messa in un sacco di plastica e stivata in una cella frigorifera. Complimenti. Anche all’intuito del poliziotto.

AP

Iraq

Chissà l’afgano nero

29 04 2003 - 16:09 · Flavio Grassi

In Afghanistan sarà un’annata eccezionale per l’oppio.

AP

Giornalismo e comunicazione

Prima o poi, ogni idealista diventa censore

29 04 2003 - 13:21 · Flavio Grassi

Il New York Times raccomanda la lettura di The Language Police, un libro che parla dell’irresistibile tendenza censoria degli idealisti, di sinistra e di destra, e dei danni che producono nei libri di testo.

Come evitare il pericolo? Prima di tutto, togliendo il controllo alle commissioni scolastiche e lasciando che gli insegnanti scelgano i libri di testo che vogliono.

Per una volta, mi sembra che siamo più avanti noi. Un po’. Se la Regione Lazio permette.

Iraq

Il coraggio, l’audacia, la ribellione

29 04 2003 - 12:34 · Flavio Grassi

Christian Rocca scrive che i neoconservatives vengono dalla sinistra, sono idealisti, sono rivoluzionari e sono insofferenti delle chiacchiere da salotto e terrazza. L’analisi è perfetta.

Solo che la loro visione del mondo, sostituendo “politica” a “poesia”, e aggiornando linguaggio e riferimenti, a me ricorda molto, troppo, questa. Andate al link, leggete attentamente, che ripassare fa sempre bene, e quando siete arrivati in fondo alla pagina cliccate “torna alla home”.

Poi dice che uno non deve preoccuparsi.

Eclectica

Primavera

29 04 2003 - 10:54 · Flavio Grassi

Il parlamento chiuso per le vacanze di Pasqua. Le prime pagine che altalenano fra l’Iraq e la polmonite atipica. Chi volete che si accorga della nomina—oltretutto temporanea—di un consigliere di amministrazione di un ente federale di cui quasi nessuno nemmeno conosce l’esistenza.

Se n’è accorto il Washington Post, se n’è accorto. E la notizia è subito miele per sciami di blogger.

Traduco velocemente per i pigri.

La settimana scorsa, mentre il Congresso era deserto per la vacanza primaverile, la Casa Bianca ha fatto una serie di nomine a tempo determinato. April H. Foley, una “casalinga”—secondo quanto riportano i documenti relativi a coloro che hanno versato contributi nella campagna elettorale—di South Salem, stato di New York, è stata nominata consigliere di amministrazione della Export-Import Bank. La nomina è valida fino all’anno prossimo, quando si chiuderà la sessione parlamentare.

Dunque, come mai una casalinga per questa posizione? Beh, “all’inizio della sua carriera”, dice l’annuncio della Casa Bianca, la signora era direttore della pianificazione strategica alla PepsiCo e direttore strategico della Reader’s Digest Association. Più recentemente è stata presidente della sezione United Way [una associazione di volontariato molto diffusa negli USA, n.d.t.] della Northern Westchester County, stato di New York. Non tutta la contea, solo la parte settentronale [da noi sarebbe—che so—la parte nord della provincia di Pavia, n.d.t.].

Le qualifiche non vi convincono ancora? L’abbiamo detto che era la ragazza di George W. Bush quando entrambi frequentavano la Harvard Business School e in seguito è rimasta sua amica?

Essendo da tempo convinto che una stagista giusta al momento giusto sarebbe valsa più di cento manifestazioni, Pfaall si compiace della scelta, e pertanto fa voto di astenersi da facili calembour coinvolgenti il cognome della signora in combinazione con il di lei primaverile nome.

Atrios, TalkLeft et al.

Giornalismo e comunicazione

Il disfattismo del New York Times

28 04 2003 - 18:02 · Flavio Grassi

Il Weekly Standard sbertuccia il New York Times immaginando il pessimismo del quotidiano liberal subito dopo la Rivoluzione americana.

Noi sorridiamo perché la parodia è divertente, e attendiamo fiduciosi la reincarnazione mesopotamica di Thomas Jefferson.

Media Minded

Eclectica

Il sorpasso

28 04 2003 - 15:58 · Flavio Grassi

Poche ore dopo la pubblicazione dell’appunto sul Watergate, “gola profonda” schizzava—diciamo “balzava” che è meglio, va’—in testa alla classifica delle chiavi di ricerca usate per arrivare qui. Molti indizi testimoniano che non si stesse cercando ciò di cui parlavamo quanto certe immagini di cui—non potendole mostrare—taciamo.

La nudità delle Dixie Chicks, tuttavia, non appena lasciata libera di correre per la rete manifestava immediatamente la voglia di vincere.

Ed ecco il sorpasso: le tre giovani texane hanno battuto di slancio la gloriosa, ma ormai sgranata, memoria della produzione lovelaciana. Sarà una vittoria duratura?

Dal suo rifugio selenico, il vecchio Pfaall ne dubita. E si consola con i ragazzi di scuola che continuano con ammirevole regolarità a cercare notizie sulla guerra: quella di Troia.

Eclectica

Armi di distruzione di massa

28 04 2003 - 15:20 · Flavio Grassi

Le termiti hanno un problema.

Flatulenza.

È un problema serio: rischiano di restarci secche.

Eclectica

Qui ci voleva Gino Bramieri

28 04 2003 - 10:28 · Flavio Grassi

Per i traditori non c’è mozzarella in Danimarca.

I Danesi partecipano allo sforzo bellico rifiutando di servire cibo italiano a turisti francesi e tedeschi.

Iraq

Grande è la confusione sotto il sole

28 04 2003 - 09:07 · Flavio Grassi

Dunque.

Galloway. Ha preso soldi da Saddam, dice il Telegraph. Poi, caso mai le carte risultassero poco attendibili (ma da loro varrà la nostra legge sulle rogatorie?), c’è sempre l’accusa di aver chiamato “lupi” Blair e Bush, e “bugiardo” un ministro. E anche di un po’ di assenze ingiustificate.

Al-Qaeda. Ci sono le prove del collegamento fra l’Iraq e l’organizzazione di Bin Laden, rivela il solito Telegraph. Però forse no, interloquisce il Times.

Tariq Aziz. Era il volto pubblico dell’Iraq, spiega l’Associated Press. Ma forse faceva la talpa per gli americani, scuppa ancora l’instancabile Telegraph.

E non basta mica: la Francia complottava con l’Iraq (la fonte ormai si può dare per implicita).

Grandi sono le possibilità per Le Carré.

Giornalismo e comunicazione

La sinistra tace

27 04 2003 - 15:20 · Flavio Grassi

Sono un paio di giorni che non riesco a collegarmi a TalkLeft. Avranno problemi con il server e non se ne saranno accorti per via del weekend.

Mah.

(aggiornamento: erano proprio problemi di server)

Giornalismo e comunicazione

Il pericolo dei blog

27 04 2003 - 12:31 · Flavio Grassi

I redattori di un giornale possono avere un loro blog personale? La risposta di un numero crescente di editori americani sembra essere no.

Il caso più recente, rivelato da Editor & Publisher è quello di Dennis Horgan. Aveva cominciato un blog per continuare a dire la sua dopo che il suo giornale, l’Hartford Courant l’aveva spostato dagli editoriali al servizio turismo.

Ma pochi giorni fa il giornale gli ha detto che doveva smettere.

Horgan commentava un po’ su tutto, dalla politica allo sport. A pensar male si fa peccato. Tuttavia osservo che i suoi commenti sulla guerra erano piuttosto causticamente contrari alle posizioni dei bushisti.

Non che il Courant sia particolarmente innamorato di Bush. In uno stato come il Connecticut, tradizionalmente affezionato all’ala libertaria del partito repubblicano, le posizioni apertamente reazionarie del Presidente creano sempre un po’ di imbarazzo.

Temo che la chiave sia in una delle dichiarazioni del direttore. Suona più o meno così: tutti conoscono Horgan come giornalista del Courant; se lui pubblica opinioni senza nessuna supervisione editoriale, il giornale diventa vulnerabile.

Visto quello che è successo alle Dixie Chicks c’è da credergli: nell’epoca del bushismo parlar male del governo può essere pericoloso.

Iraq

Scripta manent

27 04 2003 - 08:33 · Flavio Grassi

Dopo quelli che hanno messo nei guai Galloway, gli instancabili segugi del Telegraph hanno trovato altri documenti negli archivi iracheni.

Questi dicono che il legame Saddam-Bin Laden c’era, eccome.

Se non ci fosse il Telegraph, Bush dovrebbe inventarlo.

Angoli scuri

Finché tiene

27 04 2003 - 08:13 · Flavio Grassi

La Reuters dice che le celebrazioni per l’anniversario dell’esplosione del reattore di Chernobyl sono state un flop.

Intanto il sarcofago di cemento armato che doveva durare cinque anni è lì che resiste da diciassette.

Pfaall è contento di essere distante dalla Terra.

Iraq

Piovono pietre

27 04 2003 - 07:52 · Flavio Grassi

Kieran Murray riferisce che i militari americani in Iraq hanno sempre più problemi con i ragazzini che li prendono a sassate.

Riascoltatevi il vecchio Bob e consolatevi, ragazzi.

Si poteva consigliare anche il remake italico ma (a prescindere dai risvolti sottesi alla prescrizione dylaniana) non capirebbero le parole. E poi, se gli capitasse di sentirlo cantato da Antoine, il suo accento francese sarebbe peggio di una sassata.

Iraq

La guerra come forma di comunicazione

26 04 2003 - 10:21 · Flavio Grassi

Non è che la storia delle armi di distruzione di massa fosse proprio una bugia: hanno solo calcato un po’ la mano, ecco. Per persuadere gli americani che era necessario fare la guerra.

Il vero scopo dell’attacco? Mandare un messaggio.

Lo dicono i funzionari del governo Bush intervistati da Abcnews.

Secondo loro adesso ci saranno meno giovani arabi disperati che odiano l’America.

Una domanda mi tormenta: come si fa a trovare un po’ della roba che fumano?

p.s. Quando l’ho visitato io, il banner pubblicitario sul sito Abcnews diceva più o meno: «La marijuana ti fa restare incinta». Avanti così, ragazzi.

Giornalismo e comunicazione

Anche le Dixie Chicks nude alla gogna

26 04 2003 - 09:44 · Flavio Grassi

Confesso che non le ho mai sentite cantare. Sono texane, carine, e credo che facciano musica country, che per tradizionalmente è rivolta a un pubblico piuttosto conservatore e magari anche un po’ reazionario.


E loro, in piena guerra, sono andate a fare un concerto a Londra e hanno detto di vergognarsi che Bush sia texano come loro.


‘un l’avessero mai fatto!


Se ne sono sentite dire di tutti i colori: «Saddam Angels» e «Puttane Dixie» sono fra gli epiteti più gentili che gli sono capitati.


Qualcuno ha organizzato pubblici roghi dei loro CD, le stazioni radio hanno smesso di trasmettere le loro canzoni, nessuno le vuole più per concerti.


Loro per un po’ hanno incassato, poi hanno deciso di reagire. Così si sono messe alla gogna da sole. Si sono fatte fotografare nude con il corpo coperto di scritte riproducenti i sullodati epiteti. E Entertainment Weekly le ha messe in copertina.


Marketing, certo. Però chapeau. Un CD in più è come già venduto.

Iraq

Lo spettacolo della democrazia

26 04 2003 - 09:08 · Flavio Grassi

Prigionieri iracheni sono stati costretti a marciare nudi attraverso un parco di Bagdad. Non basta: sul petto gli hanno scribacchiato in arabo «Ali Babà, ladrone».


Pare che un ufficiale americano abbia dichiarato che i ladri arrestati subiranno ancora questo trattamento.


Bravi.


Poi ci lamentiamo se loro preferiscono gli ayatollah che conoscono ai sergenti maggiori che gli sbraitano addosso parole incomprensibili.


Guardatevi le foto sul sito di Dagbladet, il giornale che ha fatto lo scoop. Se il norvegese vi confonde la vista, le trovate anche su The Memory Hole, insieme a saggi commenti americani e a un comunicato di Amnesty International.

Eclectica

Guarda cos’hai fatto

25 04 2003 - 12:31 · Flavio Grassi

Una fotografia è riuscita dove medici e psicoterapeuti avevano fallito.

Tre scienziati inglesi hanno mostrato a una una paziente l’interno delle sue narici e lei ha finalmente smesso di ficcarsi le dita nel naso.

Come dice Bisio?

Società

Sturadenti

25 04 2003 - 12:00 · Flavio Grassi

La notizia che in Italia metà degli studi dentistici sono occupati da idraulici, vigili urbani, sarti e mestieri vari è arrivata in Inghilterra, e da lì ha attraversato l’Atlantico stimolando la curiosità degli studenti di Harvard.

Ci facciamo sempre conoscere.

Eclectica

Europei e trogloditi

25 04 2003 - 10:02 · Flavio Grassi

Vicino a casa mia c’è una bella agenzia di viaggi con cinque vetrine sulla strada. Come per molte agenzie di viaggi, l’insegna è il cognome del titolare, di origine inequivocabilmente meridionale. Una mattina, sulle saracinesche è comparsa la scritta T E R U N, una gigantesca lettera per saracinesca.

Prevedibilmente, pochi giorni dopo un imbianchino ha provveduto a rimuovere la scritta. Ma il titolare non gli ha fatto cancellare tutto: sono rimaste la seconda e la quarta lettera.

Gli autori devono essere ancora lì a chiedersi cosa mai vorrà dire, EU.

Giornalismo e comunicazione

Coerenza

25 04 2003 - 08:52 · Flavio Grassi

Ho visto per la prima volta una intera puntata di Otto e mezzo. E ho visto la violenza illimitata che Giuliano Ferrara è disposto a mettere in campo per sopraffare chi non è d’accordo con lui. Compreso, se necessario, il suo co-conduttore. Il quale si è sentito dare del “caso psichiatrico” per aver tentato di insinuare nella trasmissione un granello di razionalità che rischiava di inceppare i cingoli dello schiacciasassi ideologico in moto.

Era Stalin che mandava in manicomio i dissidenti. Il primo amore non si scorda mai.

Giornalismo e comunicazione

Abbattuto o piovuto dal cielo?

25 04 2003 - 08:31 · Flavio Grassi

È più improbabile abbattere un apache con un vecchio fucile o trovare un elicottero piovuto dal cielo nel tuo campo?

E se un vecchio contadino iracheno abbatte un elicottero americano a fucilate, una volta che gli americani hanno vinto cosa fa, se ne vanta?

Adesso sta dicendo che lui l’elicottero l’ha trovato nel campo, e si è strofinato gli occhi perché credeva di sognare.

Io farei lo stesso.

Iraq

La vittoria dei cretini

23 04 2003 - 16:10 · Flavio Grassi

Non ci avevano pensato. Non gli era venuto in mente che gli sciiti iracheni (quasi 70% della popolazione) potessero volere un governo islamico.

Non sono mica io a dirlo: lo scrive il Washington Post, e c’è da credergli.

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